
Con Loredana Bertè la fragilità si nasconde dietro alla grinta, al menefreghismo, a quei comportamenti spesso sopra le righe che caratterizzano tutta la sua carriera. Ti accorgi davvero di avere davanti un pettirosso (da
combattimento, ma pur sempre pettirosso) solo quando, dal vivo, lei rivela il suo sorriso, e capisci che tanti l’hanno fregata nel corso della sua vita, qualcuno ci prova ancora oggi, e talvolta riesce pure il colpaccio.
La Bertè non interpreta i suoi brani, lei li vive, perchè in ogni verso, nota, respiro, si coglie un episodio della sua vita, scorgi un tratto d’anima che lei generosamente rivela. Dolori, soddisfazioni, rancori e follie vengono gridati fuori al ritmo ora lento, ora sincopato di pezzi che hanno fatto la storia della musica italiana e ancora oggi, riletti dalla donna di quasi sessant’anni che è, non perdono il loro fascino, anzi, acquisiscono nuovi e profondi significati.
A Modena,sabato sera (25 luglio 2009) Loredana era in buona, colpita e coinvolta da un’accoglienza da stadio. Nella splendida cornice all’aperto della discoteca Baluardo della Cittadella c’erano centinaia di fan storici, ammiratori dell’ultima ora, curiosi che l’hanno accolta per la star quale è. E lei è stata al gioco, stupita e felice di cantare ad un metro dal suo pubblico, di poter sfoggiare parte del suo repertorio (la Treccani, come la definisce) classico e recente.
La voce c’era, eccome. Graffiante e potente come ai bei tempi, vagamente arrochita dalle troppe sigarette che l’artista si concede. E la Bertè, consapevole delle sue potenzialità si è lasciata andare, ha sorriso, gioito, raccontato anedditi gustosi della sua carriera, scherzato con il pubblico e soprattutto cantato come solo lei sa fare.
Come da copione non ha lesinato improperi al fonico, colpevole (secondo lei) di non riuscire a mixare bene i volumi di voce e basi. Sì, perchè non c’era una band ad accompagnare l’artista, ma solo basi musicali preparati per questo tour improvvisato nelle discoteche di mezza Italia. Fa un po’ tristezza vedere una star degli anni ‘80 e ‘90 come la Bertè in location di certo non all’altezza della sua storia musicale, ma tant’è. D’altronde la cantautrice ha sempre vissuto stagioni al top e altre più in sordina, è un’araba fenice la cui carriera sembra declinare inesorabilmente per poi avere un guizzo geniale che la riporta in sella, in vetta alle classifiche.
E questo periodo è decisamente no, tra articoli di giornali che la vogliono sul lastrico, dischi che non vendono e tournèe annullate o non completate. La stagione 2009 almeno concede ai tanti fan di poter incontrare da vicino la loro artista preferita. Locali e discoteche sembrano un nuovo avvio di carriera e non la conclusione di questa tanto è in forma l’artista. Forse si tratta di una vera e propria terapia per riavvicinarsi poco a poco alla dimensione live e ritrovare confidenza con il palco, con il pubblico, con la musica e non ultima con sé stessa.
Di seguito il resto dell’articolo e alcune foto “compromettenti” di Loredana Bertè…
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