
Avevamo promesso la recensione di Facile, l’ultimo (stupendo) album di inediti di Mina, ma è difficilissimo effettuare una critica ad un lavoro estremamente composito e variegato, coraggiosissimo nel panorama coveristico musicale attuale. Ci proviamo a distanza di alcune settimane di attenti ascolti con la consapevolezza di essere inadeguati e incapaci nel valutare un album che merita di essere considerato alla luce della lunghissima carriera di Mina, che parte più di cinquant’anni fa e attraversa una bella fetta della storia musicale mondiale.
Facile è una promessa di eternità, Mina ci consegna un album pop che ha ben poco del melodico contemporaneo. La sua considerazione di “facilità” è molto diversa da quella che vede ai vertici delle classifiche di vendita i dischi dei reduci dai talent show con melodie accattivanti, certo, ma spesso scontate e poco originali.
E così, una signora che ha sette decadi sul groppone stupisce per originalità molto, ma molto di più di un ventenne che anagraficamente dovrebbe aver voglia di spaccare il mondo. Mina sì che dimostra talento purissimo, cristallino, consapevole, altro che i tanti album dei quali non resterà traccia nella storia della musica. Dunque, se Facile non ha nulla a che vedere con “banale”, non per questo è un disco difficile.
Perdonate il gioco di parole, ma l’album è fruibile da chiunque, è gradevole, un concentrato di emozioni diverse che si apre con l’emozionante cover (tradotta parzialmente in italiano da Cristiano Malgioglio) Questa vita loca. Mina apre il disco parlando dell’esistenza impazzita a causa dell’amore, devastata da un sentimento travolgente al quale è impossibile resistergli. Sembra la storia della sua vita, racconto lucido e sincero impreziosito dal termine “loca”, lasciato efficacemente in lingua iberica.
E dopo la prima traccia, ecco il primo scossone: Con o senza te è un colpo al cuore. Mina sussurra, sembra parlare (cantare) da sola, folle per un amore strappato (morto? Fuggito?) che lei continua a incontrare dappertutto, anche al risveglio, nel letto, dove la sua ombra appare tremendamente consistente. L’artista interpreta con incredibile emozione questo brano, tra i più belli della sua carriera, ed è impossibile non commuoversi lasciandosi trascinare nel subbuglio di vivide immagini suggerite dalla cantante con un filo di voce.
A chi afferma ingenuamente e falsamente che Mina canta come una lavandaia (che bestemmia) suggerisco di ascoltare Facile, e inghiottirsi miseramente quelle parole. Dopo Con o senza te la “tigre” cambia radicalmente fronte. Facile infatti è un continuo ribaltamento di situazioni, musicali e testuali e Mina dimostra la sua camaleontica verve con Volpi nei pollai, splendida ballad accattivante che parla di un doppio tradimento. Siamo tutti “volpi nei pollai” in cerca di prede, anche chi sembra ingenuo in realtà non lo è, ma si serve di una strategia. Sorpresi? E perchè? Questa è una schietta verità, scomoda ma reale.
Altra canzone, ancora l’amore. Questa volta Mina chiede “Ma tu mi ami ancora?” e la vocalità muta, si fa graffiante, arrabbiata, dolorosa. Ascoltate quel “avanti, avanti, avanti, tutto va avanti, risate e pianti…” e lasciatevi trascinare da un’interpretazione che fa impallidire ogni altro artista italiano.
Dopo il divertente intervento scritto da Andrea Mingardi “Non si butta via niente“, inno alla vita che sembra essere un intervallo tra un tempo e l’altro del disco ecco la canzone che è anche il nuovo singolo del disco: “Adesso è facile“, scritta da Manuel Agnelli degli Afterhours e cantata in duetto. Un pezzo che non tradisce lo stile della band indipendente e anzi consente a Mina di omaggiare uno stile poco conosciuto dalla massa e spesso confinato nelle rassegne d’elite. Agnelli è stimato da Mina e la canzone è davvero un atto d’amore per la “tigre” che ricambia in modo eccelso. Read the rest of this entry »