Marco Mengoni è un “Re Matto” nel videoclip di Credimi ancora. E Morgan lo accusa di aver copiato il testo da lui…

Filed Under (Commenti, Disco, News, Tv, Video) by Neroinchiostro on 22-02-2010

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E’ un elogio alla sana follia il suo ultimo album, “Re matto“. Stiamo parlando di Marco Mengoni, terzo classificato al Festival di Sanremo più contestato della sua storia, che dopo la vittoria di un paio di mesi fa a X Factor è approdato di diritto al Festival conseguendo un brillante risultato di pubblico e critica.

Credimi ancora è la canzone proposta: un rock inusuale per un artista che cerca di imporsi ad una platea il più ampia possibile. Marco è rifuggito dalla tentazione di proporre una ballad melodica che potesse esaltare solo le sue qualità vocali e desse di lui un’immagine rassicurante per proporsi, invece, artista a tutto tondo, inquetante e controverso come è emerso dal talent di RaiDue.

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Credimi ancora infatti è l’apoteosi di quelle caratteristiche che l’hanno reso popolare e vincente: gran voce, doti espressive non comuni, sguardo inquietante e trasformismo esasperato che ricorda da vicino artisti glam della scena anni ‘70 internazionale. Di non poco conto è il fatto che il brano è scritto da lui, a conferma di un talento poliedrico e completo.

Il pubblico di Sanremo l’ha premiato, riservandogli applausi copiosi. Anche l’orchestra, che ha contestato in maniera provocatoria il verdetto finale che ha visto il brano Italia amore mio cantato da Pupo ed Emanuele Filiberto arrivare in seconda posizione, ha invece applaudito Marco Mengoni.

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In Re Matto, mai titolo fu più azzeccato, Mengoni si propone in maniera completa, proseguendo il discorso intrapreso con il precedente Dove si vola. Anche in questo caso siano dinanzi ad un Ep con sette pezzi, ma del resto, in soli due

Cover Re Matto di Marco Mengoni

Cover Re Matto di Marco Mengoni

mesi era praticamente impossibile fare di più.

Una polemica è spuntata all’indomani del verdetto di Sanremo: Morgan, caposquadra e mentore di Mengoni ha affermato che parte del brano sarebbe farina del suo sacco, e che Marco avrebbe copiato degli spunti di brani non depositati alla Siae che lui gli aveva fatto ascoltare durante XFactor. La dichiarazione nell’ambito di un’intervista che Simona Ventura ha realizzato per la sua webtv.

Non esprimiamo un giudizio su ciò che afferma Morgan, ma possiamo invece immaginare la delusione e lo sconcerto di queste ore di Marco che, se in buona fede, si sentirà tradito proprio da colui che ha contribuito in maniera determinante a lanciarlo. A maggior ragione se quanto dichiarato da Morgan non dovesse corrisponde al vero. In ogni caso, il giudice di X Factor fa ascoltare a Simona Ventura un frammento della canzone che avrebbe scritto per Marco e che aveva proposto anche al suo discografico. Effettivamente si riconoscono le parole “forse sì, forse no”, ma non si comprende se la somiglianza va oltre e in ogni caso è ancora da chiarire come provare che il brano è copiato e non si tratta di una mera coincidenza.

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Di seguito imperdibile il NUOVO VIDEO di Marco Mengoni della canzone Credimi ancora e poi il video dell’intervista di Simona Ventura a Morgan con le dichiarazioni del presunto plagio del brano. Read the rest of this entry »

Morgan: nessun motivo per escluderlo da Sanremo. La deriva moralista indigna più delle parole del cantante

Filed Under (Commenti, News) by Neroinchiostro on 04-02-2010

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Morgan è un fanfarone. Su questo non ci piove. Ce ne siamo accorti dai tanti discorsi sulla musica che pronunciava a X Factor fino a pochi mesi fa. Ama la parola, disquisire, provocare, inseguendo un filo logico a volte chiaro solo a lui, mirando a stupire più che a convincere.

E’ un fanfarone e per questo fa sfoggio della sua cultura musicale e letteraria, ed è un atteggiamento per distanziarsi dalla “plebe”, fare l’artista che si colloca una spanna sopra tutti gli altri.

Alla luce di queste premesse va considerata l’intervista alla rivista Max in uscita oggi4 febbraio, che tanto scalpore (e guai per il cantante) sta suscitando.

Marco Castoldi in arte Morgan per colpire una volta ancora l’immaginario del pubblico dichiara di fare uso quotidiano di droga, crack per la precisione: “Ne faccio un uso quotidiano e regolare. Lo uso come antidepressivo. La droga apre i sensi a chi li ha già sviluppati, e li chiude agli altri. Io non uso la cocaina per lo sballo, a me lo sballo non interessa. Lo uso come antidepressivo. Gli psichiatri mi hanno sempre prescritto medicine potenti, che mi facevano star male. Avercene invece di antidepressivi come la cocaina. Fa bene. E Freud la prescriveva”.

Le sue frasi hanno provocato un vespaio di reazioni indignate da parte dei vertici Rai e di esponenti politici che possono distogliere l’attenzione sul disegno di legge del “legittimo impedimento” approvato al Senato, per concentrarla su una questione che poco ha a che fare con l’agenda degli impegni politici.

Morgan si è affrettato a smentire, parlando di “intervista carpita” e di un sostanziale fraintendimento delle sue parole. Ma oramai la frittata è fatta. E nelle ultime ore la doccia fredda da parte della Rai che ha annunciato in una nota lapidaria che il cantante è stato escluso dal Festival di Sanremo cui avrebbe partecipato con il brano da lui composto “La sera”. A prendere la decisione è il direttore di Raiuno Mauro Mazza di concerto con il direttore generale Masi e il direttore artistico di Sanremo Gianmarco Mazzi.

morgan1Allo sconcerto del cantante fa da contrappunto la soddisfazione dei tanti esponenti politici che possono così dire “fatto bene”.

Con questo post voglio esprimere anche la mia opinione su questa vicenda, non tanto sulle dichiarazione dell’artista a Max, che naturalmente non sono giustificabili, quanto sulla decisione da parte della Rai di estrometterlo da una rassegna musicale cui era stato regolarmente ammesso.

Ci sono delle regole precise che disciplinano il Festival e l’eventuale eliminazione di un brano in precedenza accettato e nessuna fa riferimento alla scelte private e morali dell’artista in questione, nè alle sue dichiarazioni ad una testata che nulla, tra l’altro, hanno a che fare con il Festival stesso. Insomma, non c’è uno straccio di motivo per questo allontanamento che fa scalpore ma sembra anche concertato a tavolino da un lato appositamente per non far parlare di questioni politiche serie e rivelanti, dall’altro per attirare l’attenzione su un’edizione del Festival che non si preannuncia brillante.

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